16/09/2008

Addio Rick

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Lutto per tutti i fans del mitico gruppo Pink Floyd. Rick Wright, mitico tasterista della band inglese, ci lascia all'età di 65 anni, a causa di un cancro che lo affliggeva da qualche tempo. Wright fu anche uno dei fondatori del gruppo, insieme a Roger Waters, Syd Barrett e Nick Mason. A lui dobbiamo alcuni dei brani più belli del repertorio Pink Floyd, e anche (lasciatemelo dire...) della storia della musica rock. Su tutti ricorderei The Great Gig In The Sky e Us and Them, vere pietre miliari: impossibile non amarle. Con lui se ne vanno anche le speranze di milioni di fans di poter ammirare un'eventuale storica reunion. Non posso che sentirmi onorato di poter dire di averlo visto suonare dal vivo insieme a David Gilmour, in una piovosa serata d'agosto in piazza San Marco a Venezia, nel 2006.
 
 

21/07/2008

VaLewisino's

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Che domenica! La MIA domenica perfetta. Non mi capitava da tempo una giornata sportiva così. Doppia gara, Formula 1 e MotoGP, doppia vittoria (per i miei beniamini). Lewis strapazza tutti ad Hockenheim, trionfando con la sua McLaren nel Gran Premio di Germania, dieci anni dopo l'indimendicato Hakkinen. Valentino suona la sua prima a Laguna Seca, tirando fuori una gara da antologia in cui disintegra mentalmente e fisicamente il solito computerino Stoner. Ma andiamo per ordine.

A Hockenheim Hamilton fa capire fin dall'inizio quale sarà l'andazzo della corsa: a suon di giri veloci crea un grande distacco tra se e tutti gli avversari, guidati dal ferrarista Massa. Ma a metà gara accade l'imprevisto: incidente di Timo Glock sul rettilineo al 35° giro. Safety Car in pista e vantaggio sfumato. Appena possibile, secondo regolamento, quasi tutte le vetture entrano ai box per effettuare l'ultimo pit-stop, in modo tale da guadagnare tempo prezioso per la ripresa della corsa. Stranamente Hamilton rimane in pista. Una mossa un po' azzardata e senza dubbio rischiosa, visto che comunque avrebbe dovuto fermarsi da lì a poco. Alla ripresa Lewis riesce a riprendere un gran vantaggio su Felipe, alternando ancora giri da paura, ma dopo la sosta ai box, come si era previsto rientra dietro. La strategia si dimostra un fallimento, invece è proprio qui che accade il miracolo. L'inglesino della McLaren riesce a fare una rimonta incredibile e in pochi giri si trova già in scia al ferrarista. Con un sorpasso da urlo riesce a farne un sol boccone, umiliandolo malamente. Il brasiliano prova a resistere ma finisce una seconda volta con due ruote sull'erba. A quel punto rimane solo il giovane pilota Renault Nelsinho Piquet, che grazie a una strategia monososta, si ritrova incredibilmente in prima posizione a pochi giri dalla fine. Lewis però è in agguato, lo bracca e lo divora (il brasiliano finisce comunque secondo, 17 anni dopo l'ultimo podio del padre Nelson). Torna in testa e vince alla grande, zittendo finalmente tutti gli scettici che mettevano in dubbio il suo valore. La superiorità dimostrata è stata netta. I sorpassi decisivi straordinari come non se ne vedevano da tempo. Un misto di Senna e Mansell (classe e aggressività) scorre nel sangue di questo ragazzo, e gli si perdonino le paroline di spocchia che a volte escono dalla sua bocca. E' consapevole della sua forza, e ne acquista coscienza gara dopo gara. Continuando di questo passo entrerà presto nella leggenda.

...Leggenda che già ospita un altro fuoriclasse, che corre su due ruote in meno: Valentino Rossi. Ieri il dottore è riuscito a tenere alle corde il velocissimo Stoner dall'inizio alla fine, finché l'australiano, ormai in riserva, non va lungo e cade sulla sabbia in ginocchio. Il ducatista riesce a riprenderse e a conservare comunque il secondo posto, ma mestamente deve accettare una sconfitta amara. Cosa che non dimostra alla fine, quando intervistato denuncia comportamenti scorretti nella fasi di sorpasso. Valentino dal canto suo se la ride, gongola pensando alla grandissima gara (primo successo a Laguna Seca) e bacia il meraviglioso "cavatappi", grande compagno di quest'avventura. Un cavatappi indigesto nelle prime tre edizioni del gran premio, ma ieri percorso in maniera impeccabile. Proprio lì ha consacrato la sua vittoria, quando dopo essere arrivato lungo, con le due ruote sulla sabbia riesce a rientrare in pista e tenere l'australiano dietro. Superbo. Gli altri quasi inesistenti: si fanno notare soltanto Chris Vermeulen, ottimo terzo e Andrea Dovizioso, che ottiene un grande quarto posto battendo l'idolo di casa, nonché pilota ufficiale Honda, Nicky Hayden (deludente 5°). Comunque... tutti lontanissimi anni luce dal duo ti testa.

I due campioni ora consolidano i loro primati in testa ai rispettivi mondiali: Hamilton raggiunge quota 58 punti e stacca Massa (54) e Raikkonen, ieri mestamente 6° (51). Vale invece raggiunge quota 212, seguito sempre da Stoner a 187 e da Pedrosa (ieri fermo) a 171. Gli altri troppo lontani e fuori dai giochi.

Ora aspettiamo trepidanti le prossime prove: la Formula 1 il 3 agosto vola in Ungheria, all'Hungaroring (l'anno scorso preda dello stesso Hamilton); il motomondiale sbarca in Repubblica Ceca, nella mitica pista di Brno.

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07/07/2008

I'm singing in the rain

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Lewis Hamilton non smette mai di stupire. Un ragazzo di 22 anni capace di combinare strafalcioni tragicomici, come il tamponamento ai danni di Raikkonen al GP di Canada, o imprese memorabili, come la vittoria incredibile di Montecarlo e quella di ieri pomeriggio nel Gran Premio "di casa" a Silverstone. Partenza al fulmicotone, testa della gara raggiunta al 4° giro (sorpassando il compagno di squadra Heikki Kovalainen, autore della pole position) e mai più lasciata fino alla fine. Nel frattempo una tipica "british rain" si abbatteva sul circuito a più riprese, scombinando le carte al resto delle vetture, ma non all'inglesino che continuava ad esaltarsi facendo danzare la sua McLaren sulle pozzanghere di casa. La Ferrari con Raikkonen è riuscita a rimanere in scia nei primi giri, ma dopo il primo pit-stop, complice una pessima strategia, ha perso contatto fino a sprofondare in undicesima posizione. Alla fine un po' per fortuna (diversi ritiri), un po' per il buon ritmo trovato dal finlandese, sono riusciti ad ottenere il quarto posto e a limitare i danni. Ma la magra figura non viene cancellata, anche perché Massa non azzecca una, e dopo ben 5 testacoda ha chiuso la gara in fondo al gruppo. Straordinaria invece la rimonta di "nonno" Rubens Barrichello, che con la sua Honda è riuscito a recuperare fino ad un incredibile terzo posto; fondamentale è stata sicuramente l'utilizzo di gomme da bagnato estremo al momento giusto, come ha suggerito l'ex stratega di Maranello Ross Brawn, che ha permesso a Rubinho di recuperare posizioni sorpassando a raffica gli avversari più lenti. In classifica ora, quando siamo al giro di boa Mondiale (9 GP disputati e 9 ancora da correre), la situazione è di equilibrio assoluto: Lewis Hamilton, che dopo quest'impresa si conferma una volta di più nuovo Re della pioggia, azzera il gap accumulato per gli errori delle gare passate e raggiunge Massa in testa con 48 punti; a far loro compagnia c'è anche il campione del mondo in carica Kimi Raikkonen, grazie ai 5 punticini che è riuscito a recuperare. Kubica rimane appena dietro, staccato di due lunghezze, ma c'è da dire che negli ultimi due gran premi ha ottenuto un doppio 0 sullo score; chi risale invece di gran carriera è il suo compagno BMW Nick Heidfeld che, grazie al grande secondo posto agguantato ieri, rimane in scia al gruppo di testa, staccato di 12 punti (non pochi, ma neanche troppi visto che Hamilton ne ha recuperati 10 in un colpo solo...).
Ci attende una seconda metà di campionato tutta da gustare. 
 
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23/06/2008

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. Time out! Game over! La corsa azzurra verso il titolo europeo si chiude la sera del "solito" maledetto 22 giugno. La vittoria netta sugli eterni rivali francesi ci aveva illusi non poco, ma questa volta l'esperienza e la storia non sono servite a nulla. Prestazione sotto la media per gli azzurri, che pur neutralizzando la coppia d'oro spagnola Torres-Villa (grazie soprattutto a uno straordinario Chiellini), non è riuscita a creare molto in fase offensiva. Oddio, analizzando la partita potremmo anche pensare di essere stati protagonisti di pochissime azioni ma molto pericolose (vedi il tiro a botta sicura di Camoranesi respinto di piede da un Super-Casillas), ma ai punti è la Spagna ad avere ragione. Possesso palla asfissiante, un centrocampo aggressivo (forse un po' troppo...) e preciso nel rilancio, sempre pronto al tiro al posto degli spenti attaccanti: tutto secondo previsione. Ciò che forse ci si aspettava di più dagli azzurri era una capacità di reazione corale, una prestazione viva, brillante, di cuore. E così non è stato. 120 minuti però non sono bastati neppure alla Spagna per batterci. Sono serviti i rigori, croce e delizia azzurra, per decidere un vincitore. Questa volta si torna alla tradizione: non più la perfezione e la festa di Berlino 2006 (breve parentesi romantica della nostra storia...), ma nuovamente i rigori spazza-Italia del passato, quelli che la maggior parte delle volte hanno messo la parola fine alle nostre manifestazioni internazionali. Di De Rossi e Di Natale gli errori fatali, ma questo conta poco. Del resto lanciare una monetina per decidere il vincitore sarebbe senza dubbio meno spettacolare, ma il risultato sarebbe uguale. E' solo questione di c... fortuna! Ora mestamente si torna a casa e si assisterà in Tv alle semifinali e finale di Euro 2008. Roberto Donadoni è una persona pacata, garbata, gentile ma non all'altezza di un incarico pesante come quello di C.T. della nazionale. Poca personalità, poco coraggio, poca voglia di rischiare. Battuto tatticamente anche dal nonnetto Aragonés. Ora, stando a quanto riportano i giornali, si darà il via al Lippi-Bis, con la speranza di restaurare i fasti mondiali. Sinceramente non ho mai amato troppo Lippi, ma al momento sembra l'unica soluzione praticabile. Intanto noi tifosi ammaineremo la bandiere per rimetterle nel freezer per i prossimi due anni. Il loro risveglio è fissato per l'11 giugno 2010, data d'inizio dei prossimi Mondiali in Sudafrica. Solo allora riprenderemo a sventolarle, sperando che possano riscaldare ancora i nostri cuori.
 
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18/06/2008

Il terzo giorno risuscitò...

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Il trionfo dell'afonia! Oggi mi sento uno straccio. Ma sono uno straccio contento. FINALMENTE ieri sera l'Italia s'è desta! Anche gli azzurri di Donadoni hanno scelto il terzo giorno disponibile (e possibile ultimo...) per tornare in vita, e l'hanno fatto proprio contro l'avversario di sempre la cugina-rivale nazionale francese. Dopo ben 30 anni, grazie a una partita storica, siamo riusciti a battere i transalpini sul campo, senza l'ausilio dei calci di rigore. Un bel 2-0, tanto secco quanto bugiardo, visto che avremmo potuto realizzare una sfilza di reti in più. Il dominio azzurro è stato assoluto, e agli stanchi e vecchi galletti (non sempre gallina vecchia fa buon brodo...) non resta che soccombere. Con buona pace dell'odiato e odioso Domenech, che nonostante le solite dichiarazioni da spaccone, questa volta ha dovuto accettare il boccone amaro della sconfitta. Ma per sua unica consolazione probabilmente sarà l'ultima: pare infatti ormai certo il suo esonero dalla guida tecnica della nazionale! Le sue scelte assurde e suicide hanno penalizzato ulteriormente una squadra ormai alla frutta e bisognosa di una nuova rivoluzione (dopo quella più celebre del 1789...). Ci mancherà, senza dubbio! Battere la Francia non avrà più lo stesso sapore ma sarà sempre dolcissimo. E non preoccupiamoci più di tanto: la federazione troverà presto una nuova faccia da culo con cui sostituirlo!
E il tanto atteso biscotto? Beh, alla fine è rimasto nel pacchetto! La Romania non è stata capace di impensierire nemmeno per un attimo la corrazzata di Van Basten, questa volta in versione B (e che B!). Un secco 2-0 che non ammette repliche e i transilvanici vanno a casa, in compagnia dei galletti transalpini! Gli Orange hanno dimostrato grandissima sportività e oggi ricevono le più umili scuse dall'intero popolo italiano. Alzi la mano chi non ha mai creduto alla possibilità del frollino guastafeste! Io per primo, lo ammetto, mi aspettavo il golletto rumeno da un momento all'altro. Fiero di essermi sbagliato.
La nostra nazionale stavolta ha giocato benissimo, contrariamente alle opache prestazioni precedenti. Su tutti nominerei questa volta Andrea Pirlo, autore di una prestazione eccellente nella quale spiccano diversi assist purtroppo mal sfruttati da un inconcludente Toni (è stato capace di divorarsi centinaia di goals!), uno dei quali però ha fruttato un rigore: lo stesso Toni falciato davanti al portiere francese al momento del tiro da un sprovveduto Abidal (rosso!). Pirlo trasforma ed esplode in un urlo che ricorda quello dei mondiali! Poi purtroppo, a causa di una stronzata arbitrale (anche i più bravi le loro stronzate le commettono nei nostri confronti) di Michel' è costretto ad un fallo che gli costerà la squalifica nella prossima gara con la Spagna. Peccato! Fortuna che al momento abbiamo un De Rossi in forma straordinaria, pronto a prendere le redini del centrocampo come ha fatto per tutto il secondo tempo, realizzando anche un fortunato gol. E Sant'Antonio? Beh... ha rinunciato a qualche magia per fare molto lavoro sporco, sacrificandosi sulla fascia per la squadra. Ma qualche spunto eccezionale (ancora una volta non capito dai compagni...) l'ha regalato. Credo fermamente in una riconferma per i quarti.
Le speranze di passare in semifinale ora sono concrete, nonostante dovremo affrontare la temibile nazionale iberica, tra le più in forma del momento. Il dato più confortante però è che noi siamo la loro bestia nera: infatti non ci battono nel corso di una manifestazione internazionale dal lontanissimo 1920. Speriamo che questa volta le statistiche servano a qualcosa, visto che gli ultimi precedenti sono stati infranti: ricordiamo che l'Olanda non ci batteva da 30 anni, e noi non vincevamo nei 90 minuti con la Francia da 20! Staremo a vedere. Intanto godiamoci quest'insperato successo. Comunque vada... noi saremo lì a giocarcela! Ancora una volta!
Ora stop! Non mi è rimasta più voce! ...Neanche sulle dita! ;)
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13/06/2008

Tre "I"

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Incredibile! Inaudito! Inconcepibile! Tre "I" per dirla tutta! Mi sono sgolato per un'ora e mezza e...per che cosa? Per un benemerito! L'Italia, nonostante una partita giocata QUASI SEMPRE all'attacco, non è stata capace di battere una modesta ma organizzata Romania. Anzi... abbiamo pure rischiato di perdere! Perché se analizziamo l'intera partita, nonostante il gran casino creato da noi nell'area avversaria per l'intera partita, le 3-4 azioni firmate dai rumeni sono state tutte incisive e pericolose. Hanno anche preso un palo nelle battute iniziali...proprio in un nosto momento di grazia. E l'arbitro? Beh, sarebbe noioso accusarlo ancora una volta...una testa d'uovo norvegese capace di annullare un gol regolarissimo a Toni e di dare un rigore molto più che generoso ai rumeni (ringraziamo Mutu per aver tirato centrale e San Buffon per la straordinaria parata!). Ma basta un arbitro bastardo come questo a dire che siamo stati sfortunati e svantaggiati? Ancora una volta NO! La nostra nazionale ha giocato bene, certo, ma in fin dei conti agiva con molta disorganizzazione, frutto di schemi imperfetti e di cambi come al solito mai in tempo. Segna la Romania, erroraccio di Zambrotta che fa un assist a Mutu per un incredibile 1-0. Donadoni (uomo senza palle, capace di mandare in campo l'intera formazione invocata dai giornalisti...) si alza di botto e comincia a dire "DAI DAI DAI..." .....a chi? A Cassano naturalmente! Il coraggio di metterlo in campo titolare gli manca, ma al momento del bisogno lo butta in campo come se dovesse improvvisamente salvarci. Nel frattempo riusciamo anche a segnare. Con chi? Con Panucci, difensore centrale. Un centrocampo spudoratamente offensivo, un'attacco in gran forma e andiamo in goal con Panucci! Mah! "Sant'Antonio" (guarda un po'...oggi è anche la sua festa...) crea calcio, inventa, come un genio della lampada. Ma alla fine, non sufficientemente supportato, non riesce a farci vincere. Altri due cambi inconcepibili, Quagliarella e Ambrosini, oltre ad entrare in campo a fine partita, non portano a nulla. Ovrebo (sempre quell'arbitro testa d'uovo...) assegna il rigore alla Romania all'80°: Mutu sbaglia, ma noi non riusciamo più a concludere nulla. Ora ci tocca aspettare e sperare. Poche le combinazioni che ci permetteranno di passare il turno. Intanto bisogna sperare che stasera l'Olanda non batta la Francia, altrimenti nell'ultima partita tra orange e rumeni una combine per passare entrambi il turno sarà inevitabile. Ed essere eliminati (nonostante il gioco vergognoso...) ancora una volta per un risultato confezionato... NO! L'esperienza di Euro 2004 ci basta. Quel che ormai sembra certo è che Donadoni non è allenatore da nazionale: poca personalità, poco coraggio, poco capacità di scelte azzeccate. Per i mondiali serve altro. Anche se miracolosamente dovessimo vincere questi europei (ahimè...sob!) non sarebbe per merito suo. E che dire di "Capitan Del Piero"? Tre "I" anche per lui: Inconcludente! Impalpabile! Inutile. Invocato a gran voce da popolo e giornalisti... riesce solo a rimediare brutte figure! La nazionale non la sua dimensione. Ci fece perdere con i suoi errori l'europeo del 2000, e continua a sbagliare, anche quando tutti lo considerano salvatore della patria. Bah! Che tristezza! Intanto io sono quasi afono... e mi becco tre "I" come ricompensa: Idiota! Impietrito! Illuso!

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10/06/2008

Arancia amara

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Non ci sono molte parole (e forse troppe ne sono state spese...) per definire la disfatta subita ieri sera dai nostri azzurri contro l'Olanda. Euro 2008 comincia nel peggiore dei modi immaginabili per noi, non solo con una sconfitta, ma con una sonora batosta, amara, pesante, un'umiliazione all'arancia che non dimenticheremo per anni. Io, per fare un esempio, da quando seguo il calcio, non riesco a ricordare un passivo tanto pesante negli anni passati, quanto questo secco 3-0. Anzi, invito proprio quanti di voi abbiano un'età pari o inferiore a 28 anni a rinfrescarmi la memoria. Come sembra lontano quel tempo in cui battevamo gli olandesi ai rigori a Euro 2000 (in casa loro...)! Ah...quel Toldo paratutto! Invece ora ci tocca quest'umiliazione indescrivibile, soprattutto dopo tutti i paroloni spesi prima dell'avvio della competizione. Italia favorita! Ma sì, con queste nazionali avremo vita facile! Siamo troppo forti, non abbiamo paura di niente! Siamo cazzuti e blablabla... e altre mottate simili, degne delle più banali favole per bambini. E ora? Eccoci qua, a subire gli insulti e gli sfottò della stampa europea. Come possiamo controbattere? Dicendo che il primo goal era in fuorigioco? Beh, è evidente. Ma non appelliamoci a una simile scusa. L'Italia non ha avuto in nessun momento della partita una minima reazione, Ha subito passivamente il gioco (all'italiana...) degli Orange senza battere ciglio. Formazione sbagliata? Può darsi, anzi, credo proprio di sì. Possibile ribaltone? Speriamo, anche se la fiducia non è più quella del pre-europeo. Ho paura che, pur effettuando dei cambi salutari, non riusciremo a sistemare una situazione ben compromessa. Ma si sa...l'Italia è sempre capace di grandi sorprese, e con le spalle al muro potrebbe regalarci questa grossa emozione. Bah, vedremo! Ci si aspettava qualche sorpresa da questi Europei... ma finora quella più grande l'abbiamo data noi, facendoci battere come gli ultimi arrivati (altro che Campioni del Mondo...). Le altre favorite? Finora hanno vinto tutte, Francia a parte (ma questo me l'aspettavo...).

Boh...bah...buh...beh...bih... aspettiamo venerdì (Italia-Romania...)!
 
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