VaLewisino’s

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Che domenica! La MIA domenica perfetta. Non mi capitava da tempo una giornata sportiva così. Doppia gara, Formula 1 e MotoGP, doppia vittoria (per i miei beniamini). Lewis strapazza tutti ad Hockenheim, trionfando con la sua McLaren nel Gran Premio di Germania, dieci anni dopo l’indimendicato Hakkinen. Valentino suona la sua prima a Laguna Seca, tirando fuori una gara da antologia in cui disintegra mentalmente e fisicamente il solito computerino Stoner. Ma andiamo per ordine.

A Hockenheim Hamilton fa capire fin dall’inizio quale sarà l’andazzo della corsa: a suon di giri veloci crea un grande distacco tra se e tutti gli avversari, guidati dal ferrarista Massa. Ma a metà gara accade l’imprevisto: incidente di Timo Glock sul rettilineo al 35° giro. Safety Car in pista e vantaggio sfumato. Appena possibile, secondo regolamento, quasi tutte le vetture entrano ai box per effettuare l’ultimo pit-stop, in modo tale da guadagnare tempo prezioso per la ripresa della corsa. Stranamente Hamilton rimane in pista. Una mossa un po’ azzardata e senza dubbio rischiosa, visto che comunque avrebbe dovuto fermarsi da lì a poco. Alla ripresa Lewis riesce a riprendere un gran vantaggio su Felipe, alternando ancora giri da paura, ma dopo la sosta ai box, come si era previsto rientra dietro. La strategia si dimostra un fallimento, invece è proprio qui che accade il miracolo. L’inglesino della McLaren riesce a fare una rimonta incredibile e in pochi giri si trova già in scia al ferrarista. Con un sorpasso da urlo riesce a farne un sol boccone, umiliandolo malamente. Il brasiliano prova a resistere ma finisce una seconda volta con due ruote sull’erba. A quel punto rimane solo il giovane pilota Renault Nelsinho Piquet, che grazie a una strategia monososta, si ritrova incredibilmente in prima posizione a pochi giri dalla fine. Lewis però è in agguato, lo bracca e lo divora (il brasiliano finisce comunque secondo, 17 anni dopo l’ultimo podio del padre Nelson). Torna in testa e vince alla grande, zittendo finalmente tutti gli scettici che mettevano in dubbio il suo valore. La superiorità dimostrata è stata netta. I sorpassi decisivi straordinari come non se ne vedevano da tempo. Un misto di Senna e Mansell (classe e aggressività) scorre nel sangue di questo ragazzo, e gli si perdonino le paroline di spocchia che a volte escono dalla sua bocca. E’ consapevole della sua forza, e ne acquista coscienza gara dopo gara. Continuando di questo passo entrerà presto nella leggenda.

…Leggenda che già ospita un altro fuoriclasse, che corre su due ruote in meno: Valentino Rossi. Ieri il dottore è riuscito a tenere alle corde il velocissimo Stoner dall’inizio alla fine, finché l’australiano, ormai in riserva, non va lungo e cade sulla sabbia in ginocchio. Il ducatista riesce a riprenderse e a conservare comunque il secondo posto, ma mestamente deve accettare una sconfitta amara. Cosa che non dimostra alla fine, quando intervistato denuncia comportamenti scorretti nella fasi di sorpasso. Valentino dal canto suo se la ride, gongola pensando alla grandissima gara (primo successo a Laguna Seca) e bacia il meraviglioso “cavatappi“, grande compagno di quest’avventura. Un cavatappi indigesto nelle prime tre edizioni del gran premio, ma ieri percorso in maniera impeccabile. Proprio lì ha consacrato la sua vittoria, quando dopo essere arrivato lungo, con le due ruote sulla sabbia riesce a rientrare in pista e tenere l’australiano dietro. Superbo. Gli altri quasi inesistenti: si fanno notare soltanto Chris Vermeulen, ottimo terzo e Andrea Dovizioso, che ottiene un grande quarto posto battendo l’idolo di casa, nonché pilota ufficiale Honda, Nicky Hayden (deludente 5°). Comunque… tutti lontanissimi anni luce dal duo ti testa.

I due campioni ora consolidano i loro primati in testa ai rispettivi mondiali: Hamilton raggiunge quota 58 punti e stacca Massa (54) e Raikkonen, ieri mestamente 6° (51). Vale invece raggiunge quota 212, seguito sempre da Stoner a 187 e da Pedrosa (ieri fermo) a 171. Gli altri troppo lontani e fuori dai giochi.

Ora aspettiamo trepidanti le prossime prove: la Formula 1 il 3 agosto vola in Ungheria, all’Hungaroring (l’anno scorso preda dello stesso Hamilton); il motomondiale sbarca in Repubblica Ceca, nella mitica pista di Brno.

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Rossiland

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Straordinario, stratosferico, strabiliante ROSSI! Al Mugello, Gran Premio di casa sua (e nostra!), trionfa in scioltezza con una facilità da far paura. Certo, non c’era che aspettarselo. Negli ultimi anni Vale ha trasformato questo circuito nel suo vero e proprio “regno“. Sembra impossibile e inimmaginabile poter vedere qualcuno su quel gradino più alto del podio, suo trono incontrastato. Un pacchetto perfetto quello formato dal trio Rossi-Yamaha-Bridgestone che, dopo qualche piccola incertezza nei gran premi iniziali, ha saputo dimostrare di poter essere al top in qualsiasi circuito. Questa pista, a detta di molti la più bella del mondiale, ha regalato ben 7 successi di fila al Dottore (tutti in MotoGP), più altri due tra 125 e 250. Un biglietto da visita fatto di 9 vittorie è più che un pronostico certo per l’esito della gara. Se vogliamo continuare con le statistiche possiamo anche ricordare che adesso Rossi, con 91 vittorie mondiali, stacca Angel Nieto e si precipita alla caccia del recordman Giacomo Agostini (122). Il futuro sembra sempre più nelle mani del pilota di Tavullia, pronto a rimettere le mani su quel titolo che, per problemi e colpe non sue, gli è scivolato via negli ultimi due anni. Vale guida la classifica iridata con 122 punti, seguito da Pedrosa a 110; più staccati Lorenzo (94, ma oggi a 0 vista la caduta…) e Stoner (76), oggi secondo e in ripresa. Dopo di questi… il vuoto! Pertanto, come si prevedeva, il titolo sarà una disputa all’ultima curva nelle mani di questo poker d’assi. Il mondiale è ancora lungo, sono state disputate ancora un terzo delle gare totali, ma mantenendo questa media… non dovrebbe essere difficile per Valentino regalarci ancora delle grandi soddisfazioni. A completare il trionfo italiano di giornata ci pensano un grande Simone Corsi, vincitore nella Classe 125, e un bravissimo Marco Simoncelli, primo in volata (nonostante uno screzio finale con lo spagnolo Barbera…) nella Classe 250. Tricolor trionfator!
 
(presto alcune immagini della gara) 
 
 
 
 
 

Rossi: dalla Cina con furore!

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Il Dottore è tornato. Lo abbiamo aspettato a lungo, noiosamente accasciati in sala d’attesa. La pausa caffè sembrava non dover finire mai. Invece, dopo circa 8 mesi, ha riaperto le porte del suo studio per eseguire elettrocardiogrammi a go go, a tutti i pazienti che lo aspettavano con immutata fede. E’ tornato alla grande, nel migliore dei modi per noi tifosi, e nel peggiore per i malcapitati avversari. Questione di punti di vista. Lo aspettava da tanto quel gradino “spilungone” sul podio. Sì, quello col numero 1 stampato sul petto. Era pieno di polvere e ragnatele. 8 mesi senza ospitare le amate suole gialloblù gli sono pesati parecchio e aveva optato per uno sciopero della pulizia. Ma ieri è tornato splendente e fiammante come nei giorni migliori, per riabbracciare il figliol prodigo, il fedele compagno di tante avventure, il centauro più amato degli ultimi anni, quello che è riuscito ad accarezzare la sua testa per ben 89 volte… Volendo considerare le statistiche, da quando esiste la MotoGP Rossi ha vinto ben 50 gare su 104, cioè quasi il 50%. Le rimanenti “briciole” se le sono divise altri 14 diversi avversari, dal 2002 ad oggi. Numeri che fanno impressione. Ma ciò che invece mi fa più impressione è come qualcuno abbia potuto mai pensare che Rossi fosse ormai finito, un bollito qualunque. Personalmente ho sempre avuto fiducia in lui, anche nei momenti peggiore. Ho sempre ritenuto che gli abissali dislivelli tecnici (moto e gomme) abbiano penalizzato esageratamente le sue prestazioni. Ma oggi questi dislivelli sembrano essere stati azzerati. La Yamaha può benissimo essere considerata la moto migliore, se non altro la più equilibrata. Il motore e tornato potente e soprattutto affidabile. Il feeling con le redivive Michelin di Lorenzo è perfetto, ma anche quello con le Bridgestone di Rossi sembra migliorare ogni giorno di più. Lo abbiamo visto ieri in Cina, sulla stessa pista dove l’anno scorso ha subito una pesante sconfitta dal ducatista Stoner, il centauro di Tavullia ha inflitto ieri una dura lezione a tutti gli avversari. Pedrosa, combattivo fino a pochi giri dal termine, si è dovuto arrendere e ha chiuso quasi 4 secondi di distacco; il campione del mondo 2007, lo scorso anno protagonista assoluto, si deve accontentare di un mesto terzo posto a circa 16 secondi da Vale. Distacchi abissali. Rossi non predilige certo vincere così, facendo il vuoto tra se e gli altri. Ha sempre dimostrato uno spirito combattivo dal primo all’ultimo giro, e sono numerose le volte in cui ha persino aspettato i suoi avversari pur di regalare ultime battute al cardiopalma, con sorpassi e sverniciate da perdere il fiato. Ma al giorno d’oggi, con questo motomondiale che somiglia sempre di più alla Formula uNOIA, bisogna adattarsi alle nuove regole. I giovani non perdonano, non amano i fronzoli e la bagarre, ma preferiscono vincere facile, scappando via come lepri impazzite, prima che il predatore possa raggiungerli. Pedrosa e Stoner docent, esempi lampanti di chi evita spesso e volentieri il corpo a corpo con Rossi, sapendo bene che è una sfida persa in partenza. Così il Dottore è stato costretto a tirar fuori gli artigli per accaparrarsi una tanto attesa quanto desiderata vittoria. E giura che è solo l’inizio. Intanto si gode la prima vittoria della “sua” era Bridgestone, domani si vedrà. Con questa Yamaha le speranze di un ottavo titolo aumentano di gara in gara, pur sapendo che la concorrenza è più dura che mai, con l’agguerritissimo Pedrosa, padrone di un’Honda sempre pronta a migliorie tecniche, col compagno-avversario Lorenzo, debuttante irriverente che ieri ha stoicamente chiuso al quarto posto pur correndo con due caviglie fratturate, e con l’immancabile Stoner, che malgrado i singhiozzi di quest’inizio stagione è pur sempre il campione del mondo (io sono tra i pochi ad averlo sempre ritenuto un “sopravvalutato”, solo a fine stagione vedremo chi avrà ragione…). Ora aspettiamo con nuova speranza le prossime gare. Il futuro oggi appare più radioso e più disposto a ritingersi di giallo… Prossimo appuntamento tra due settimane (18/05) a Le Mans, in Francia.
 
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Rossi c’è, la Yamaha no!

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Valencia. All’ultimo appuntamento del Motomondiale 2007 c’è anche Rossi, nonostante le fratture alla mano destra rimediate con la caduta di sabato. Il Dottore corre con una protezione, scatta dalla diciassettesima piazza. Si batte, con tempi inferiori solo a quelli dei primi due, ma alla fine…è out! Ancora una volta! La sua M1 ha un problema tecnico, l’ennesimo della stagione, e lo costringe al ritiro. A cosa è servito il suo stoicismo? A nulla. Brivio, a nome della Yamaha, chiede scusa. Alla fine del gran premio l’amarezza è grande, ma c’è l’annuncio ufficiale del passaggio a Bridgestone per il 2008. Rischio sì, ma necessario: con la Michelin la vittoria ormai è impossibile. Nel dopogare Vale ne ha per tutti, nonostante l’impegno e il rendimento sempre costante si è visto strappare il secondo mondiale da Pedrosa (1° ieri) proprio alla fine.

Ora aspettiamo la prossima stagione, che vedrà diversi cambiamenti. Innanzi tutto ancora possibili modifiche al regolamento; poi il cambio d’orario per il GP del Qatar, che si svolgerà in notturna. E ci saranno anche diversi cambi di squadra più o meno importanti: Melandri lascerà la Honda per affiancare Stoner alla Ducati, Capirossi tenta la nuova avventura con la Suzuki, Hopkins indosserà la tuta verde della Kawasaki, Edwards passerà dalla Yamaha ufficiale a quella clienti del team Tech 3, Nakano che passerà all’Honda di Gresini, De Puniet dalla Kawasaki alla Honda di Cecchinello; e non dimentichiamo i nuovi arrivi, primo tra tutti quello di Jorge Lorenzo, campione del mondo 250, che sarà il nuovo compagno di Valentino Rossi alla Yamaha; e poi il campione Superbike James Toseland che andrà all’altra Yamaha Tech 3, De Angelis all’altra Honda di Gresini, e altri…

Ne vedremo delle belle! 😉 

Bollito chi???

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Che spettacolo! Il dottore è tornato! E lo ha fatto ovviamente a modo suo…con una strepitosa vittoria sul circuito dell’Estoril (Portogallo). Gli avversari nulla hanno potuto alla furia Rossi, che finalmente, grazie a delle Michelin FINALMENTE competitive, ha potuto lottare fino alla fine e vincere il Gran Premio. Partito dalla terza posizione, dietro ad un redivivo Hayden (in pole) e al solito Stoner, Vale fatica un po’ nelle prime fasi della gara, ingaggiando un duello serrato con Marco Melandri. Ma in seguito, dopo aver visto che Pedrosa andava come un matto, anche più forte di Stoner, ha capito che doveva dare una scossa…e inizia lo show! Sorpasso dopo sorpasso arriva alla vetta della gara…duello incredibile con lo spagnolo della Honda, ma alla fine la spunta il pesarese. Staccate incredibili, un duello al cardiopalma che non si vedeva da mesi e mesi…in questa nuova MotoGP dove BridgeStoner la fa da padrone. Valentino torna a vincere dopo 4 gare (tutte fuori dal podio…). La festa di Stoner viene solo rimandata, ovviamente i punti rosicchiati dal pilota di Tavullia non bastano a impensierire l’australiano, ormai certo del titolo mondiale. Ma questa vittoria è servita a dimostrare tante cose: innanzi tutto che Rossi non è affatto “bollito”…come tanti ormai lo definivano, ipnotizzati dalle imprese “fumose” del biondino della Ducati. Il dottore, pur avendo passato un brutto periodo (vedi la storia del fisco…), non è mai stato in discussione come “pilota”. Oggi si è ben visto che senza problemi tecnici…sarebbe il dominatore assoluto, come è sempre stato. Stoner è bravo sì, ma i vantaggi dati delle Bridgestone sulle sue prestazioni sono ben evidenti. Sarebbe bello se finalmente la Michelin avesse ridotto il gap tecnico dai concorrenti giapponesi…finalmente potremmo assistere a spettacoli simili a quello di oggi: gare combattute fino alla fine…da piloti, da gladiatori, disposti a tutti pur di salire sul gradino più alto del podio. Basta ai monologhi. Per giudicare il confronto tra Rossi e Stoner basta analizzare il loro comportamento in questa gara (come nelle altre): l’australiano, quand’era in testa, ha cercato in tutti i modi di andar via…scappare….e avere quel margine di vantaggio tale a garantirgli la vittoria; il pesarese invece ha ADDIRITTURA aspettato Pedrosa…si è fatto risorpassare a pochi giri dalla fine…l’ha studiato…e poi ha affondato il colpo in una staccata micidiale.

Chi è il vero Campione? Dove sta lo spettacolo?

Giudicate voi… 

 

 

 

Da numero 1…!

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Valentino incontenibile! Parte 11°, dopo uno sfortunatissimo turno di prove sul bagnato. Ma con l’asciutto domenicale…è tutta un’altra storia! Le Michelin finalmente non tradiscono e il Dottore può dimostrare che è sempre lui il vero numero 1! Stoner, nonostante la solita super-Duceti, non ha mezzi per contenere la furia Rossi che rimonta a vista d’occhio, bevendosi gli avversari come fossero pedine sulla pista. Impressionante progressione, un giro veloce dopo l’altro. Arrivato alle spalle del biondino ha tirato un po’ il fiato, lo ha studiato, ha cercato di capire quanto margine potesse ancora avere. Ma a tre giri dalla fine non aspetta più e lo supera prepotentemente, nella stessa chicane dove più volte l’aveva disturbato. E ad Assen Stoner non trova il solito lungo rettilineo, tale da permettergli il classico sorpasso di potenza. E il fenomeno di Tavullia lo stacca, lo ridimensiona, anche se purtroppo guadagna soltanto 5 punticini. Magari avrebbe sperato in un recupero del redivivo Hayden (oggi 3° su Honda), ma alla fine la rimonta dell’americano non è andata a buon fine.

Ma non cambia nulla…la vittoria resta sacrosanta, UNICA, soprattutto con quella livrea variopinta, fatta apposta per omaggiare il 50° anniversario della Fiat 500…e festeggiare la nuova che a giorni verrà presentata. Di sicuro il modellino andrà a ruba e varrà un bel po’ di euro, come tutti quelli delle moto da “gara unica” usate negli anni passati.

Ora rimangono 21 punti da recuperare. Non sarà facile, ma tra 15 giorni si corre già al Sachsenring, in Germania, un circuito poco amato da Rossi, ma nel quale ha spesso trionfato in passato. Anche qui, molte curve e pochi rettilinei, si può sperare in un ottimo successo. Ovviamente…Michelin permettendo!

 

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